Presentazione
Nel 1981 mi sono specializzato in televisione a colori e, nello stesso anno, ho cominciato a scrivere software in linguaggio Assembly. Da allora ho intrapreso un percorso professionale dedicato alla progettazione elettronica e allo sviluppo di software e firmware, attività che hanno accompagnato tutta la mia carriera fino a oggi.
Sempre in quegli anni è nata anche la mia passione per la radio. Ho iniziato con la CB (Banda Cittadina), per poi conseguire nel 1984 la prima licenza per il radioascolto, rinnovata nel 2020, e infine la patente da radioamatore nel 2025.
Una curiosità che nasce da lontano
Fin da quando ero molto piccolo, intorno ai sei anni, mi piaceva aiutare un falegname che costruiva mobili. Lo affiancavo nell'inchiodare e incollare i pezzi e nella preparazione dei mobili per la verniciatura. Era una delle mie prime occasioni per imparare a costruire qualcosa con le mie mani.
All'età di quindici anni ho ricevuto la mia prima macchina fotografica. Da quel momento è nata una passione che mi ha portato ad allestire una camera oscura personale, dove sviluppavo negativi e fotografie in bianco e nero e, successivamente, anche a colori, utilizzando il processo Kodak C-41. In seguito sono passato allo sviluppo delle diapositive e, infine, alla fotografia digitale.
Essendo cresciuto senza padre, fin da piccolo mi sono dato da fare aiutando mia madre nelle preparazioni domestiche: conserve per l'inverno, salsa di pomodoro, marmellate e molto altro.
Ho approfondito anche la preparazione degli impasti lievitati, imparando a realizzare pane, pizze e altri prodotti da forno.
Intorno ai venticinque anni, un amico erborista mi ha introdotto alla conoscenza delle piante officinali, degli oli essenziali e delle loro preparazioni. Ho così acquistato il mio primo distillatore e, successivamente, ne ho costruito uno professionale da laboratorio, con il quale mi sono dedicato alla preparazione di brandy e all'estrazione di oli essenziali.
Qualche tempo dopo ho iniziato a sperimentare la saponificazione, arrivando a produrre saponi di ottima qualità e, in seguito, creme e unguenti per il corpo, anche destinati a particolari esigenze di trattamento.
Mi sono dedicato inoltre alla fermentazione, producendo Kombucha. Per diversi anni ho posseduto il porto d'armi e frequentato regolarmente il poligono di tiro di Basse di Stura, a Torino.
La radio, i satelliti e lo studio delle Scritture
Negli ultimi anni ho ampliato notevolmente la mia stazione radioamatoriale. Oltre alla possibilità di comunicare con persone di tutto il mondo, mi sono dedicato alla ricezione satellitare, ricevendo immagini e dati di telemetria in tempo reale da numerosi satelliti.
Un altro interesse importante è stato lo studio del greco antico. Ho seguito delle lezioni con il desiderio di poter accedere direttamente ai testi originali delle Sacre Scritture, già prima della diffusione di Internet.
Ciò che ha veramente valore
Ringrazio Dio per tutta la preparazione che mi ha concesso di ricevere fino a oggi, per le capacità che ho potuto sviluppare e per le tante esperienze che ho avuto l'opportunità di vivere.
Desidero però fare un'affermazione che considero fondamentale.
Come leggiamo nelle Scritture attraverso le esperienze di uomini come il re Davide, il re Salomone e l'apostolo Paolo, anche io sono giunto a comprendere che tutte queste cose, pur avendomi dato grandi soddisfazioni, non hanno alcun valore paragonabile alla conoscenza di Gesù Cristo.
Dal momento in cui ho conosciuto personalmente il Signore Gesù Cristo come mio Salvatore, considero tutte queste cose come spazzatura rispetto all'immenso valore della Sua presenza nella mia vita.
Non esiste NULLA che possa sostituire la presenza di Dio.
È Lui il vero artefice di ogni cosa, ed è a Lui soltanto che appartiene tutta la gloria.
Il primo contatto con Dio
Un incontro inaspettato
Nel lontano 1992, abitavo a Torino in Via Vincenzo Lancia al terzo piano. Al primo piano abitava Felice Cressano con suo figlio Pietro Cressano (andati con il Signore poco tempo fa, che Dio li abbia in Gloria!) ed il resto della famiglia. Pietro Cressano della mia stessa età, l’ho conosciuto che era già da qualche anno sulla sedia a rotelle a causa di un brutto incidente avuto in Inghilterra. Un giorno, tornando a casa dal lavoro, il papà (Felice) era andato a prendere quella specie di slitta motorizzata, con il cingolo, che serve a trasportare le sedie a rotelle sulle scale, e così, nel frattempo, io sono riuscito a fare due parole con Pietro. Nel passato, io lo avevo intravisto, ma non avevo mai avuto occasione di scambiare due parole, ed ecco che quella è stata l’occasione giusta.
Così, mi sono avvicinato a Pietro, perché dal punto di vista umano provavo compassione per lui, vedendolo sulla sedia a rotelle, e così lui mi ha raccontato come era avvenuto il fatto. Detto questo, io, essendo un tecnico di computers e lui teneva sulle gambe una valigetta contente un computer portatile, mi sono offerto, se lui ne avesse avuto la necessità, di aiutarlo a risolvere eventuali problemi. Ricordo, che era l’anno 1992 ed i computers non avevano la diffusione di oggi, tantomeno la conoscenza in quel campo era piuttosto limitata. Così, è arrivato Felice ed abbiamo accompagnato Pietro con la sedia a rotelle nel loro appartamento. Pietro mi ha chiesto di entrare un attimo e così io ho accettato.
Mi sono trovato in una sala, con un tavolo rotondo nel mezzo, Pietro si è messo vicino al tavolo, ed io mi sono messo accanto a lui, mentre suo padre, per lasciarci da soli, è andato in cucina. Io non sapevo come rompere il ghiaccio con Pietro, e siccome la settimana prima avevo battezzato mio figlio Andrea nella chiesa cattolica, ho utilizzato questo argomento, e così ho detto: “Sai che la settimana scorsa ho battezzato Andrea?” Mentre Pietro mi stava guardando, abbiamo sentito Felice che dalla cucina è esordito con la frase: “E in che cosa ha creduto tuo figlio?” Felice, aveva una voce molto potente, e il suo carattere un po’ “grezzo”, lo rendevano una persona molto simpatica e particolare. Una persona che mi ha sempre colpito in modo molto positivo.
Io non sapevo che cosa dire perché la domanda mi aveva preso alla sprovvista e nel frattempo volgendo lo sguardo sul tavolo, ho visto una Bibbia. Avendo in famiglia dei testimoni di geova, immediatamente ho pensato di trovarmi in mezzo a loro. Allora io gli rispondo: “Felice, Andrea ha soltanto sei mesi, in che cosa può avere creduto?” Così, lui, viene al nostro tavolo, con la Bibbia in mano ed i suoi occhiali e mi domanda: “ma tu, sai leggere?”, ecco questa domanda mi ha destabilizzato, perché giunta inaspettata e non sapevo che cosa rispondere e pensavo, ma come? Io sono un programmatore e non saprei leggere? È ovvio che so leggere! E così ho risposto che sapevo leggere, e lui mi ha chiesto: “Per favore, puoi leggermi questo?” Il “mezzo verso” citava così: “…chi ha creduto ed è stato battezzato, sarà salvato;” (Marco 16:16A) Così mi ha chiesto di leggere queste poche Parole, di nuovo… e di nuovo.
Le avrò lette almeno cinque o sei volte. E Felice mi ha detto: “Ci credi che quello che hai letto è la Parola di Dio? Perché se tu non ci credi, io strappo questa pagina perché è inutile!” e così si è avventato sulla pagina per strapparla. Io, ci tenevo molto ai libri, anche perché internet non esisteva ed esistevano solo libri cartacei, e ne avevo acquistati molti, ne conoscevo il costo… l’ho prontamente fermato e gli ho detto: “So che la Bibbia è la Parola di Dio” ma ero confuso, perché quel verso mi aveva in qualche modo ‘fermato’. Così, chiuso il discorso me ne sono andato a casa.
Una domanda che non mi lasciava in pace
Il giorno dopo, io ero nel laboratorio della mia ditta Essegi Informatica e stavo assemblando sei computers per la Urmet di Via Bologna a Torino. Durante tutta la giornata, quel verso biblico mi si presentava periodicamente davanti… ed io pensavo dentro di me: “… in che cosa avrebbe creduto Andrea?” e mi rispondevo da solo, che con sei mesi di età, non avrebbe potuto credere o essere consapevole di qualcosa nel modo più assoluto. Così, tornando a casa dal lavoro, prima di salire a casa mia, ho citofonato a Felice, che mi ha prontamente risposto. Ed io gli ho chiesto se avesse avuto a disposizione qualche minuto, e lui mi ha invitato a passare da lui. Così sono salito e gli ho detto: “Devo dirti una cosa molto strana.
Quel verso biblico he tu mi hai fatto leggere ieri, mi ha martellato tutto il giorno, mi veniva spesso in mente, nonostante io portassi avanti il lavoro che stavo facendo e non era proprio un lavoro semplice”. E Lui prontamente mi risponde: “E’ lo Spirito Santo! è Lui che convince le persone”. Io non riuscivo a comprendere quel parlare. E così l’ho sfidato dicendogli: “Ho letto quel verso, e sinceramente non riesco a capacitarmi, a trovare una risposta diversa dal dirti che se così stesse scritto, altrettanto dovrebbe essere fatto da chiunque, compresa la chiesa cattolica! Io non credo che frequentare la chiesa cattolica sia un’allucinazione collettiva. Sono stato fin da piccolo in mezzo alle suore, ai preti, ai frati, ai salesiani… cioè in mezzo alla chiesa cattolica!
Così, se tu hai trovato qualche altra cosa nella Scrittura di cui mi vuoi parlare, per favore dimmi se tu riesci a trovare un’altra cosa che non corrisponde.”
Un comandamento che non conoscevo
Lui, senza farsi alcun problema, immediatamente si avvicina al mio orecchio e mi sussurra: “ti hanno rubato un comandamento!” Allorché io sono sbottato: ”Ma figurati! Ma cosa dici! Io ho fatto la prima comunione, la cresima, mi sono sposato nella chiesa cattolica e conosco i dieci comandamenti!”. Ecco che lui, apre la Bibbia e mi chiede nuovamente: “ma tu, sai leggere?”, io sorrido e gli rispondo di sì. lui mi mostra questi versi e mi chiede di leggerli ad alta voce. “Non ti farai scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù nei cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non le servirai, perché io, l'Eterno, il tuo DIO, sono un Dio geloso che punisce l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità a migliaia, a quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.” (Esodo 20:4-6).
Lui mi dice di leggere nuovamente, e così per alcune volte ho riletto queste Parole. Cosa posso dire? La mia reazione è stata devastante, non riuscivo a credere a quello che stavo leggendo. Così lui mi ha chiesto che cosa io pensassi di ciò che avevo appena letto. Io ero molto agitato e confuso. Non avevo mai letto dalla Parola di Dio nonostante io avessi una Bibbia della chiesa cattolica (con i libri apocrifi), io avevo sempre letto i dieci comandamenti dai “libretti” che li contenevano, che erano diffusi dalla chiesa cattolica. Felice non mi diceva niente di più di quello che io ho detto… qualche parola, ma mai ha tentato in qualche modo di convincermi su qualcosa, né ha passato con me delle ore meditando qualcosa, ma mi ha lasciato lì, con i miei interrogativi.
Così me ne sono andato a casa e stavo riflettendo su tutte queste cose, non riuscivo a capire come fosse stata possibile una cosa del genere, ma, a parte le ipotesi, non avevo alcuna risposta certa. Allora, siccome di carattere io sono uno che accetta le sfide… sono tornato da Felice chiedendogli dove le persone come lui si riunivano, e lui candidamente mi ha risposto: “al garage!” e… quando vi incontrate? Lui mi ha risposto: ”mercoledì” ed io gli ho chiesto se avessi potuto andare con lui e, dopo avermi detto di sì, me ne sono tornato a casa. Dentro di me, si era formato il pensiero che “loro” sarebbero stati al massimo una decina di persone, che si trovavano in un garage, con la porta basculante, un tavolo, e che nel garage non era presente nemmeno l’energia elettrica e che loro usassero una lampada da campeggio a gas.
Quella sera al garage
E così, arriva il mercoledì sera. Io non vedevo l’ora di capire qualcosa di più. Tutti questi “ragionamenti” durante tutta la settimana, avevano ricevuto pochissime spiegazioni ed io non ero per niente soddisfatto di questa cosa, non ci vedevo chiaro e non capivo ma, avevo fame e sete di sapere e di conoscerne di più. Così, sono le ore 20.00 e mi presento sotto casa. Felice stava caricando suo figlio Pietro con la sedia a rotelle sul furgone, ed era presente anche la ragazza che si occupava di Pietro. Così arrivammo davanti alla Chiesa Cristiana Pieno Evangelo, condotta dal Pastore Franco Di Lena. Ora questa Chiesa, a quel tempo si trovava in Via Magenta a Collegno ed era veramente a livello dei garage di un condominio, per cui sottoterra…
Non appena il furgone si ferma, vedo la rampa e vedo le porte basculanti dei garages, e così, dentro di me credevo di avere la conferma di ciò che io avevo pensato. Felice mi invita ad andare avanti mentre lui faceva scendere Pietro con la sedia a rotelle dal furgone. Io comincio a scendere la rampa dei garages e man mano che mi avvicino alla fine della rampa, ecco che comincio a sentire la musica di un canto… seguo la musica, e, con mia grande sorpresa, non conduceva ad una basculante, ma conduceva ad una porta, appena aperta la porta, mi vedo un centinaio di persone in piedi, che stanno cantando a Dio con le braccia alzate. Aspetto che arrivi Felice… e con lui cerco due posti il più dietro possibile, vicino agli attaccapanni che stavano sul lato sinistro della Chiesa, in fondo e il più lontano possibile, e così abbiamo fatto. Ero molto meravigliato da ciò che stavo vedendo.
Le persone leggevano le parole del brano, su uno schermo sul quale erano proiettate tramite una lavagna luminosa. Ora, dopo il primo canto, il secondo canto… io comincio a guardare l’orologio e sono confuso perché, nella chiesa cattolica la messa durava 45 minuti, e, secondo il mio ragionamento, i 45 minuti, loro li stavo sprecando nel canto, per cui da lì a poco saremmo andati tutti a casa. Trascorsi circa 45 minuti, terminati i canti e qualche annuncio, vedo il Pastore Di Lena salire sul palco e mettersi dietro al pulpito. Così, vedendolo vestito “normale”, ho chiesto a Felice: “Perché non è vestito da prete?” e lui mi ha risposto, sempre “candidamente”: “ma tu, sai che lavoro fa lui?” io gli risposi: ”fa il prete!” e lui replicò: “fa il fruttivendolo!” e così, io che sono spontaneo, mi sarei aspettato qualunque risposta ma.. non quella!
E così scoppiai in una grande risata che il Pastore da lontano mi vide… io cercavo di spegnere la risata nella mia testa ma la cosa era troppo forte e ci riuscii con grande difficoltà. Quando il Pastore, cominciò a predicare la Parola, Dio toccò il mio cuore in profondità, lo Spirito Santo mi stava mostrando che cosa era la Parola Vivente! Nella mia vita avevo sentito qualche sermone fatto da preti, frati ecc… ma senza vita! Così, alla fine del culto di quel mercoledì, io mi presentai al Pastore Franco Di Lena. Era mercoledì e chiesi a Felice quando sarebbero tornati in Chiesa e lui mi rispose che sarebbero tornati il mercoledì successivo in quanto alla domenica loro andavano tutti a Gabiano, un paese abbastanza lontano da lì. Allora io gli dissi a Felice che anche senza di loro, alla domenica sarei andato in Chiesa, cosa che ho fatto.
Per cui, avrei resistito alle “canzoni” fino a udire nuovamente la Parola di Dio.
Un dono dell’Eterno
Ecco, con tutto questo fare, qui, descritto in poche parole in modo molto semplificato, io ho compreso che Dio aveva preparato Felice Cressano anche per me, affinché diventasse il mio “padre spirituale”, un uomo costruito ad hoc e mandato a me. Un “dono” dell’Eterno! Nella mia vita si sono presentati suore, preti, frati, testimoni di geova ecc… ma NESSUNO che in realtà conoscesse Dio cioè Chi Lui E’. Ma Dio, che è grande in misericordia, mi ha lanciato l’ancora di salvezza, partendo da Felice Cressano, poi il Pastore Franco Di Lena, e tutta la Chiesa Cristiana del Pieno Evangelo.
Il percorso del primo decennio
Queste sono alcune delle cose che Dio mi ha permesso di compiere nella Sua Chiesa. Molte volte sono stato a fianco del Pastore Di Lena nelle visite agli ammalati e portando la spesa a famiglie bisognose in giro per il Piemonte.
Mi sono battezzato in acqua il 21 marzo 1993 e sono stato battezzato nello Spirito Santo il 10 giugno 1993.
Mi è stata affidata per diversi anni la gestione di una «cellula familiare». Per oltre otto anni mi sono occupato del mixer audio, delle registrazioni audio e di qualche video, soprattutto sotto la tenda di evangelizzazione, simile a quelle di «Cristo è la Risposta», capace di contenere più di 300 persone. Insieme ad altri fratelli mi occupavo anche dell'impianto elettrico.
Il Pastore mi ha delegato per quasi due anni alla trasmissione «La Luce senza confini», in onda su RTB (Radio Torino Biblica) il sabato sera per circa due ore. Portavo anche ospiti da intervistare su argomenti spirituali.
Mi sono occupato dell'affidamento a distanza dei bambini tramite SOS Terzo Mondo, gestito a Torino dal Pastore Ernest Bretscer, e successivamente tramite Compassion International. Nella Chiesa del Pastore Di Lena servivo come diacono.
Mi sono inoltre dedicato alla creazione di opuscoli per le evangelizzazioni, utilizzando i mezzi disponibili a quel tempo.
Questo, più o meno, è stato il mio percorso durante quel primo decennio.
Chiamata al ministero di Profeta
Mi metto sul divano per riposare un po’ e dico ad alta voce “Mi riposo nel Signore” e dopo qualche secondo ho questa visione. Non era un sogno, non stavo dormendo, avevo gli occhi chiusi e sentivo mia moglie che era salita al piano di sopra per fare delle pulizie, quando ad un tratto, mi trovo catapultato in questa visione. Desidero specificare alcune cose. Un sogno è un sogno, può essere anche molto reale ma è un sogno, cioè la persona si trova in un sonno profondo e sogna. Per quanto riguarda la “visione” devo specificare alcune cose, ed è necessario che io lo faccia in questa occasione perché alcune persone non hanno compreso che cosa significa a pieno, e siccome Dio mi ha dato grazia di sperimentare più volte questa “cosa”, sento la necessità di aggiungere alcuni particolari utili a chi legge.
Ho compreso che cosa l’Apostolo Paolo vuole dire in 2 Corinzi 12:2-3 dove dice espressamente: “…se con il corpo o fuori dal corpo non lo do, Dio lo sa…” Io mi ero appena sdraiato sul divano, ho chiuso gli occhi mentre pensavo alle mie cose… ed in meno di un secondo mi trovo in un altro luogo! Ero in un altro luogo! Appena mi sono trovato in questo luogo, in realtà la mia mente, la mia concentrazione ed i miei ragionamenti hanno proseguito senza alcuna interruzione, per cui io ero molto stupito del fatto che un attimo prima, ma proprio pochi secondi prima ero sul divano e sentivo i passi di mia moglie che saliva la scala per andare al piano di sopra, e mi sono trovato istantaneamente in un altro luogo.
Ora, siccome la mia mente non si è mai disconnessa, io ragionavo velocemente su ciò che mi circondava, sapevo di essere sul divano con gli occhi chiusi, per cui chiunque si trovasse in quel momento in casa mia, avrebbe visto il mio corpo fisico sul divano, ma in realtà, io, il mio vero “me” non era lì. Io mi trovavo in un altro luogo. Voglio essere più esaustivo parlando dei miei sensi in quel momento. Io vedevo, per cui la mia vista era la mia vista normale, come in qualsiasi altro momento. Io sentivo, sentivo le voci in lontananza, per cui il mio udito era perfettamente funzionante. Sentivo gli odori, in quel luogo una delle prime cose che ho percepito era l’odore dell’erba bagnata dalla pioggia. Quando sono stato toccato fisicamente, io ho percepito il tocco, per cui avevo una sensibilità direi normale.
Come quando qualcuno ti tocca o sei in mezzo alla folla e vieni spinto… tutte queste sensazioni erano vere e normali. L’unica cosa che in tutte le visioni non ho mai fatto, è parlare. Ero consapevole che avrei potuto parlare ma non è MAI stato necessario, perché le risposte arrivavano mentre io ancora stavo mettendo insieme la domanda nella mia mente, per poterla pronunciare. Mi spiego meglio. Quando mi sono trovato in una visione, era presente una “consapevolezza generale” non saprei come chiamarla diversamente… cioè era a livello mentale, direi telepatico.
Non so come ma io ero cosciente che tutto ciò che veniva detto da questa “consapevolezza” in realtà, nello stesso momento, tutte le persone ne erano a conoscenza immediatamente, come se una persona gridasse forte ad alta voce una frase, ecco che se fossero presenti 50 persone, tutte le persone udrebbero con le orecchie questa frase. La stessa cosa è in questa consapevolezza. Le parole che ricevevo in questo modo erano perfette, precise, avevano una voce maschile, calma, ben scandita, non rallentata, ma perfettamente a me comprensibile al 100% e la cosa più importante era la certezza, la sicurezza. Tutto ciò che questa voce diceva, dentro di me avevo la certezza della verità che tutto era vero e sicuro, come se fosse automaticamente certificato ed accettato senza l’ombra di alcun dubbio.
Dentro di me avevo questa sicurezza ed affidabilità che mai ho avuto parlando con un uomo. Ecco che poi mi sono nate molte domande, tipo… per vedere servono gli occhi, ma se il mio corpo in realtà si trovava sul divano di casa mia mentre “io” ero in un luogo, ed in questo caso io ero lì per la prima volta, un luogo a me sconosciuto, dove era questo luogo? A 100km da casa mia? Era sulla Terra? A me è sembrato che fosse sulla Terra perché ho visto tutte cose che sono qui sulla Terra. Ma io vedevo! Udivo! Sentivo gli odori!
Avevo la sensibilità fisica… ecco perché capisco che l’Apostolo Paolo, mentre descrive quell’evento, scrive “se con il corpo o fuori dal corpo non lo so!” Ecco io ho sperimentato realmente questa cosa direttamente e più volte, in questa visione, io vedevo il mio corpo così come si trovava sul divano, vedevo i miei piedi, i pantaloni… Ne approfitto per specificare un’altra cosa. Gesù Cristo ha detto che Lui edificherà la Sua Chiesa. Gesù Cristo edifica la Sua Chiesa cioè noi. Ciascuno di noi ha una Unzione data da Dio per gli scopi, per la “buone opere” che Dio ha precedentemente preparato per ciascuno di noi.
Ora mentre l’uomo naturale normalmente prepara le persone, ad esempio, seguendo dei corsi standard, ad esempio, un’azienda deve preparare degli idraulici e degli elettricisti, per cui prende queste persone e prepara dei corsi ad hoc per queste persone. Al termine di questi corsi, diciamo che otteniamo degli idraulici e degli elettricisti. Per cui queste persone hanno un “mestiere”. Da qui si possono fare alcune valutazioni. Ci sono persone che nel lavoro renderanno il 30%, altre il 70% altre il 100% nonostante tutti hanno ricevuto le stesse informazioni e poi, chi ha fatto il corso da idraulico, NON avrà la specializzazione da elettricista e viceversa.
Nel mondo spirituale le cose sono simili, perché a noi è stato dato di vivere nel mondo fisico affinché possiamo vedere e toccare con mano le cose dal punto di vista pratico per poter imparare meglio le cose spirituali. La Parola dice che CIASCUNO ha ricevuto dei talenti e noi siamo responsabili di farli fruttare. Questi talenti, questa Unzione particolare per ciascuno, devono essere “trafficati” per il Regno di Dio e ne siamo direttamente responsabili. Noi non possiamo uscire dall’Unzione che Dio ha stabilito per ciascuno di noi, noi non possiamo essere gelosi dell’Unzione che ha un altro fratello o la sorella.
Uscire dall’unzione che Dio ha stabilito per ciascuno di noi, significa ribellione, e significa che mai potremo portare frutto per il Regno di Dio facendo il “fai da te” ma come sta scritto noi DOBBIAMO essere collaboratori con lo Spirito Santo. Ho detto queste cose, con il fine di specificare che se Dio mi ha dato queste esperienze, vuol dire che mi sta istruendo in modo particolare e mi sta equipaggiando per portare a compimento le opere che Lui ha deciso per me. Ma lo stesso vale per te, esattamente nello stesso modo. Queste esperienze, che Dio dà ai figli, servono per arrivare alla maturità necessaria per compiere le opere che Lui ha preparato affinché le compiamo. Un medico, al primo anno di medicina, non potrà eseguire un trapianto, ma potrà mettere qualche cerotto.
Poi al secondo anno farà qualcosa di più, fino al conseguimento del titolo che conferma che lui è pronto per portare a termine il suo lavoro. Così Dio ci mostra le cose che sono alla nostra portata e ce ne mostrerà di maggiori affinché siamo sempre più pronti ed efficaci quando Lui ci chiama a fare qualcosa. Detto questo… io ero lì di persona, nonostante il mio corpo fosse fisicamente sul divano. Mi trovo in una radura, senza alberi, gli alberi si trovano ad una cinquantina di metri più avanti. Prima del temporale o tempesta, la visibilità è ridotta a causa della nebbia. È quasi buio, ma non è un orario da essere così buio, ho la consapevolezza che è quasi mezzogiorno. È buio a causa del tempo, sembrava fosse notte. Alzo gli occhi al cielo e vedo delle grandi nubi scure.
Più in basso, al livello del suolo, vedo delle nuvole bianche, sembra nebbia. Mentre io sono in piedi davanti a questa scena, escono dalla nebbia almeno tre personaggi, dico almeno tre, perché sento delle voci in lontananza. Due si fermano un po’ di metri indietro, li distinguo nella nebbia perché vedo solo i loro contorni. L’uomo che stava nel centro, si avvicina a me, è molto scuro e si vede poco, vedo tutto in bianco e nero. Sembra una notte al chiaro di luna, è molto buio. Colui che si avvicina è vestito da guerra, ma come se fosse da riposo dalla guerra perché non indossa un’armatura vera e propria, non indossa i pezzi “forti”. Indossa un mantello lungo, aperto sul davanti da dove vedo una maglia a maglie metalliche, tipo “cotta di maglia”. Sembra una di quelle usate per fermare dardi e frecce.
Indossa un copricapo che non riesco a distinguere, è molto attaccato alla testa e non ha sporgenze. Potrebbe essere di cuoio come di ferro, non saprei, non copre la faccia. Con la pochissima luce, vedo che la barba, sembra di almeno una decina di giorni. È un uomo muscoloso, aspetto poderoso, vedo nella penombra sopracciglia accentuate. Mentre si avvicina a me, con la sua mano destra prende dalla mano sinistra un “pezzo” molto luminoso, sembra oro, molto lucente, io resto abbagliato dalla luminosità di questo oggetto. Appena ha aperto la mano, tutto è stato illuminato, ma illuminato in modo fortissimo e abbagliante, la luce emanata da questo oggetto, era così forte e potente che non si poteva guardare. Si avvicina a me e con il pollice della sua mano destra, facendo pressione me lo mette al centro della fronte.
E mi dice “Ecco, Io ti ho posto il sigillo della profezia”, si volta; infatti, vedo il mantello da dietro e se ne va… Questo “sigillo” aveva la dimensione più o meno di una moneta da 2 euro. Era l’unica cosa a colori di tutta la scena... era molto molto splendente e luminoso, colore giallo oro. Emanava luce propria. La luce è durata finché non mi ha apposto il sigillo sulla fronte, appena ha tolto il suo dito e stava pronunciando le Parole, tutto è tornato buio come prima. A questo punto io apro gli occhi e mi trovo sul divano, di fronte a me c’è l’orologio, così la prima cosa che faccio è guardare l’ora e scrivere immediatamente ciò che è scritto qui, in modo da “fissare” la visione e catturare ogni cosa di questo momento molto speciale.
Confermo che la mia concentrazione, la mia mente e i miei ragionamenti non si sono mai interrotti in alcun modo da prima dell’inizio della visione a quando la visione è terminata… un continuo. Per cui non ho avuto perdite di alcun tipo o mancati ricordi. Ho raccontato immediatamente a mia moglie la visione, io ero veramente trepidante, non stavo più nella pelle. I dizionari riportano per la parola “sigillo”: Impronta ottenuta su un supporto malleabile mediante l’apposizione di una matrice recante i segni distintivi di un’autorità, di una persona fisica o morale, per testimoniarne la volontà certificatrice; può essere realizzato con materiali diversi, quali cera, ceralacca, carta, cera sotto carta, ma anche con vari metalli: piombo, oro, argento. Segno speciale, comunque impresso, che serve a dare validità o a garantire l’autenticità.
Nel diritto pubblico italiano, sigillo dello stato, il segno che rappresenta giuridicamente in tutte le sue manifestazioni di volontà l’autorità dello stato, custodito dal ministro della Giustizia (detto perciò anche ministro guardasigilli) e apposto, per es., in calce a tutte le leggi dopo che esse sono state promulgate. Nel diritto internazionale, sigillo diplomatico, il segno indicativo del carattere ufficiale di un documento attinente alle relazioni internazionali, e anche il contrassegno della natura ufficiale dei plichi che gli organi centrali e periferici delle relazioni internazionali di uno stesso stato, o quelli di vari stati, scambiano tra loro.
Per analogia: Sigillo di garanzia, apposto a un prodotto per garantirne la genuinità, l’originalità, la qualità o a un recipiente a tutela dell’integrità o della dichiarata quantità del prodotto contenuto. Mi metto in preghiera ragionando ad alta voce… Dio mi ha posto un “sigillo” dicendomi “Ecco, Io ti ho posto il sigillo della profezia”, il Sigillo è un qualcosa che porta un titolo, come l’investitura di un cavaliere, sei stato nominato “cavaliere”, o nel mio caso, sei stato nominato “Profeta”. E siccome ogni ministero richiede un tempo di preparazione, così ho chiesto al Signore quale fosse stata la prima volta che Lui mi ha usato, avviando questo tipo di ministero, e Dio mi ha mostrato, qual è stata l’origine ed è stata la mia prima visione.
Ora, sono passati molti anni da quella visione, come pure è successo all’Apostolo Paolo, che da quando ha ricevuto la rivelazione da parte di Gesù Cristo mentre era sulla strada per Damasco, sono trascorsi circa 13 anni prima dell’inizio del suo ministero vero e proprio. E così anche per Gesù Cristo che, all’età di dodici anni discuteva nel Tempio… ma in quel momento, non avrebbe potuto dire: “Io e il Padre siamo uno!”, ma sono trascorsi altri 18 anni circa di preparazione al ministero, fino alle nozze di Cana in Giovanni 2:11 che cita l’evento come inizio dei segni di Gesù Cristo.
Fonte delle definizioni lessicografiche di “sigillo”: Treccani, Vocabolario on line, “sigillo”.